Lui & Lei
Sua…nel silenzio
Fucknfun
04.04.2026 |
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"Momenti rubati in cui il tempo sembrava fermarsi, in cui ogni distanza si annullava..."
C’era qualcosa in lui che mi attirava senza scampo.Un finto borghese… impeccabile davanti a tutti, intoccabile. Ma io avevo imparato a riconoscere le crepe sotto quella superficie perfetta. E lì dentro… c’era il fuoco.
L’ho desiderato subito.
Non con leggerezza. Con urgenza.
All’inizio era solo uno sguardo di troppo, una vicinanza che faceva accelerare il respiro. Poi è diventato altro. Una presenza costante. Un pensiero fisso che si insinuava nei momenti più impensati, che mi prendeva allo stomaco senza chiedere il permesso.
E quando finalmente ho ceduto… non sono più tornata indietro.
Con lui tutto era più forte.
Più diretto. Più vero.
La prima volta non è stata solo un momento.
È stata una rottura.
Come se qualcosa dentro di me si fosse spezzato per lasciare spazio a qualcos’altro.
Il suo odore mi è rimasto addosso come un segno, qualcosa che non riuscivo più a cancellare.
Il calore della sua pelle, la sua presa sicura… il modo in cui mi guidava senza esitazione. Non c’era spazio per il dubbio. Solo per sentire.
E io sentivo tutto.
Non era dolcezza.
Era intensità pura.
Il suo modo di imporsi, di avvicinarmi a sé, di farmi capire senza parlare cosa voleva… mi faceva perdere ogni equilibrio.
E invece di fermarmi… andavo più a fondo.
Come se stessi cercando proprio quella vertigine.
Gli incontri sono diventati una necessità.
Clandestini, silenziosi, perfetti nella loro pericolosità.
Ci bastava poco.
Un attimo. Un luogo. Uno sguardo trattenuto troppo a lungo.
E il resto del mondo spariva.
Quando ero con lui, non esisteva più niente.
Solo quella tensione continua, quel filo sottile tra controllo e abbandono.
E ogni volta era più difficile tornare indietro.
Lui sapeva esattamente come prendermi.
Non con forza cieca… ma con precisione.
Come se mi studiasse.
Come se conoscesse già ogni mia reazione.
Ogni cedimento.
E io smettevo di oppormi.
Non perché non potessi… ma perché non volevo più farlo.
C’era qualcosa di profondamente provocante nel lasciarmi andare così.
Nel sapere che ogni volta sarei tornata.
Che bastava un suo richiamo… e io cedevo.
Sempre.
Col tempo, tutto è diventato più intenso.
Più necessario.
Non erano più solo incontri.
Erano richiami.
Momenti rubati in cui il tempo sembrava fermarsi, in cui ogni distanza si annullava.
E ogni volta lui era lo stesso… deciso, presente, impossibile da ignorare.
E io… uguale.
Sempre pronta a perdere quel poco di controllo che mi restava.
Il suo modo di guardarmi non cambiava mai.
C’era sempre quella sicurezza, quella certezza silenziosa… come se sapesse che sarei tornata comunque.
E aveva ragione.
Perché anche quando provavo a resistere, a riprendermi, a ricordarmi chi ero fuori da tutto questo… bastava un pensiero, un ricordo della sua voce, della sua presenza… e tutto cedeva di nuovo.
Come una marea.
E così continuavo a tornare.
Ancora.
E ancora.
Non era più solo desiderio.
Era abitudine. Era bisogno. Era qualcosa che mi apparteneva ormai quanto il respiro.
E la verità… quella che non dicevo a nessuno…
è che quel segreto mi faceva sentire viva.
Più il mondo fuori restava ignaro…
più tutto questo cresceva.
Più diventava nostro.
Solo nostro.
C’era una linea invisibile che nessuno vedeva… ma che io attraversavo ogni volta.
E dall’altra parte c’era lui.
Sempre.
Non importava quando.
Non importava come.
Lui c’era.
E io… rispondevo.
Senza più farmi domande.
Senza più cercare una via d’uscita.
Perché ormai lo sapevo.
Non stavo più cercando di capire dove sarebbe finita.
Stavo solo vivendo ogni volta come se non potesse esistere altro.
E forse è proprio questo che lo rendeva così pericoloso.
Così irresistibile.
Così impossibile da lasciare.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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